giovedì 8 novembre 2001

Lettera a Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea

Signor Presidente,

L' Eurobrevetto riporta alla ribalta dell'attualità il problema delle lingue con  l' inquietante spettro della lingua unica.  Noi funzionari della Commissione, cittadini europei più vicini di altri agli affari dell'Europa, siamo sempre più preoccupati per l' andamento che prendono le cose, per i pretesti che si invocano, per le diversioni che si fanno, con grave danno dei  più elementari principî di democrazia e di semplice buonsenso.

A coloro che stanno cercando di distruggere queste meravigliose istituzioni, che sono la casa di tutti i cittadini europei, invocando i criteri economici e lo spirito di una qualsiasi impresa privata,  va ricordato,  Signor Presidente, che la Commissione Europea e le altre istituzioni, non sono lo spaccio della porta accanto.  Esse sono le, presunte,  istituzioni più prestigiose e più democratiche del mondo e non possono funzionare con i criteri di economia della piccola o grande impresa di un qualsiasi settore privato perché la loro qualità di entità pubbliche impone loro altre priorità e, prima fra tutte, la presa in conto dell'interesse generale.  L'interesse del cittadino europeo, di tutti i cittadini europei, Signor Presidente, non consiste  nel fare economia di qualche Euro a testa, non più di uno o due all'anno, per, poi, ritrovarsi tra le mani ogni giorno informazioni, testi e disposizioni varie, magari anche di carattere tecnico, solo in inglese.

L' Europa, Signor Presidente, non riguarda una semplice élite, l'Europa è un'opera che concerne tutti, anche l'uomo della strada, e l'uomo della strada europeo non conosce l'Inglese né lo conosce, peraltro, la stragrande maggioranza dell' "intellegentia" latina.  In questo contesto,   i Servizi di Traduzione e di Interpretazione non rappresentano spese inutili e neanche secondarie, sono, al contrario, spese di prima necessità per l' Europa in marcia. Vale a dire che, nel processo di integrazione europea, i Servizi di  Traduzione e di Interpretazione sono servizi di pubblica utilità.  Voler fare delle economie in questo settore, equivale a voler fare  economia sul latte del neonato,  il quale neonato, in tali condizioni di disagio,  non diventerà mai grande e forte ma resterà una creatura malaticcia e priva di vitalità e, quand'anche, dovesse arrivare all'età adulta non sarà mai nel pieno delle sue potenzialità.

Signor Presidente, la Commissione Europea ha il grande privilegio di poter creare, nel contesto attuale, servizi e posti di lavoro di interesse pubblico, di primaria importanza, non si lasci deviare da coloro, che mirano solo a praticare sull' Europa una nuova forma di colonialismo, faccia quello di cui l' Europa ha bisogno, dia l' impulso necessario alla Commissione e alle altre istituzioni per fare dei Servizi di Traduzione e di Interpretazione dei centri di eccellenza al servizio del cittadino europeo, sia in ascolto quanto ai bisogni dei popoli dell'Unione e tenga conto della loro sovranità, troppo spesso disconosciuta, sia lei stesso al servizio dell' Europa tutta intera, non perda il suo appuntamento con la Storia.

Al fine di tutelare gli interessi politici, economici, linguistici e culturali di tutti i cittadini europei, mi permetto, Signor Presidente, di accludere, in allegato, una breve riflessione che potrebbe servire da canovaccio per un codice di buona condotta sull'uso delle lingue in seno all' Europa comunitaria. La prego vivamente di volermi accordare la sua inestimabile attenzione su questo tema di estrema importanza per il consolidarsi di un' Europa sana, giusta e democratica e di voler tener conto del fatto che nel rivolgermi a Lei non sono spinta da un semplice, anche se legittimo, interesse personale ma da  quello che io considero un obbligo, che incombe a tutti i funzionari  delle istituzioni europee, e che trova origine nell'articolo 21 del nostro Statuto che riconosce ai funzionari europei il diritto-dovere di assistere e consigliare i propri superiori.

Le auguro la lucidità e la chiaroveggenza necessarie e indispensabili per portare a termine la sua bellissima, difficile missione. Il suo successo sarà quello di tutti noi: gli Europei.

Voglia gradire, Signor Presidente, l’espressione della mia più alta stima e devozione,

Anna Maria Campogrande
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