venerdì 6 febbraio 2004

Lettera a Neil Kinnock, Vice Presidente della Commissione Europea

Signor Vice Presidente,

La Commissione Europea, in seno alla quale Lei assume la responsabilità dell’Amministrazione e dei Servizi linguistici, ha recentemente deciso di ridurre a tre le lingue di procedura : francese tedesco e inglese, le quali sono poi diventate, di fatto, anche le lingue di lavoro della Commissione in discordanza con la lettera e lo spirito dei Trattati.

La scelta di queste  tre lingue,  che rappresentano tre dei quattro grandi Paesi dellUnione,  appare come una discriminazione evidente nei confronti dell’italiano  che è la lingua del quarto grande Paese dell’Unione.

La palese mancanza di coerenza della decisione presa, in assenza di un qualsiasi pubblico dibattito,  risulta grandemente offensiva nei confronti dei cittadini europei di nazionalità italiana.  Le chiediamo pertanto di voler prendere le misure appropriate affinchè la Commissione prenda atto di questa situazione discriminatoria nei confronti dell’Italia e dei cittadini italiani  e vi ponga rimedio inserendo l’italiano tra le lingue di procedura e di lavoro effettive della Commissione e  restituendogli, in tal modo, la pari dignità con il francese, l’inglese e il tedesco che sono le lingue degli altri tre grandi Paesi dell’Unione.

In attesa di un Suo sollecito riscontro, La prego  di  gradire, Signor Vice Presidente, i sensi della mia più alta stima.

Giorgio Bronzetti
Coordinatore nazionale
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